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Come Lavare il Tutù di Danza

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Posted 13 dicembre 2014 by Ecole de Ballet in Guida al Balletto

“No, mamma, no! Non si può! Non mi vorrai lavare il tutù?!” Piccola tragedia famigliare in corso… chi la spunterà? Avrà il sopravvento la giusta preoccupazione della madre per l’igiene, oppure il timore della giovane ballerina di rovinare la tanto desiderata e venerata nuvola di tulle?

I due punti di vista possono conciliarsi, di sicuro… ma come lavare il tutù? Anche se si indossa solo una o due volte l’anno per il saggio di danza classica, è bene riporlo pulito perché non ingiallisca e non si rovini. Se è fornito a noleggio dalla scuola di danza, che provvede anche alla tintoria, il problema non si pone; se è di proprietà, è bene che l’allieva se ne prenda cura.

Fermo restando che i tutù professionali inamidati, steccati, molto decorati magari con applicazioni in oro e cristalli ecc. un tempo non si potevano lavare, e anche oggi con i nuovi materiali è meglio non lavarli a casa ma affidarli a dei professionisti, vi daremo ora qualche consiglio su come lavare il tutù senza rovinarlo.

Innanzitutto rassicuriamo mamme e ragazzine: un tutù da saggio di buona fattura e realizzato con materiali di qualità NON si sciupa, a patto di seguire scrupolosamente le indicazioni del produttore: temperatura dell’acqua ecc. E anche alcuni accorgimenti suggeriti dall’insegnante o dalle allieve più esperte.

Un tutù liscio, composto da corpetto in lycra o cotone e da gonna in tulle, si lava tranquillamente come un body: in acqua appena tiepida, con POCO detersivo per capi delicati. E ripetiamo POCO, perché la schiuma tende ad attaccarsi alle maglie del tulle e poi diventa problematico risciacquarlo. C’è chi lava in lavatrice col programma delicato, ma trattandosi di un capo indossato poco e (salvo disastri) poco sporco, basta un breve ammollo, sfregando con delicatezza eventuali macchie. Poi si risciacqui MOLTO bene, possibilmente passando con la testa della doccia uno strato di tulle dopo l’altro. Occorre infine far asciugare all’aria ma all’ombra: il sole ingiallisce i capi bianchi e scolorisce quelli colorati, quindi dopo aver tolto l’eccesso di acqua con le mani si può lasciare il tutù appeso a sgocciolare sopra la vasca da bagno, oppure sul terrazzo purché coperto da un telo pulito e bianco. Lo stesso sistema si può usare con le tutulette lunghe o corte.

Importante: se invece vi sono ricami colorati o paillettes, MAI lasciare immerso nell’acqua per più di pochi minuti: il filato dei ricami potrebbe stingere oppure restringersi “tirando” la fibra del capo; le paillettes (anche perle, perline e baguettes) del tipo un po’ vecchiotto o di scarsa qualità possono invece sfogliarsi, perdendo lo strato scintillante e restando trasparenti e senza colore.

Altra raccomandazione importantissima: anche se alla mamma sembrerà un po’ gualcito, un tutù NON SI STIRA. Nemmeno col ferro tiepido. A meno che sia stato molto schiacciato e maltrattato, e allora si può provare a stirarlo completamente bagnato e frapponendo un panno pulito tra il tulle e il ferro. Ma in condizioni normali è sufficiente, una volta lavato, appenderlo “a testa in giù”, per la mutandina, e lisciare molto bene con le mani i singoli veli di tulle, appianando pieghe e arricciature. Lasciandolo asciugare capovolto si eviterà anche che i veli si affloscino “a campana” anziché stare ben ritti in fuori, nel caso di un tutù corto (a frittella, come si dice nei paesi anglosassoni). Per aiutare un tulle vecchiotto a riprendere vita si può spruzzare, sempre a rovescio e a una certa distanza, un appretto spray in bomboletta di quelli usati per stirare.