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Metodi di insegnamento della danza “Metodo italiano Cecchetti”

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Posted 19 ottobre 2014 by Ecole de Ballet in Guida al Balletto

I principali metodi di insegnamento della danza classica sono:

Enrico Cecchetti, figlio d’arte, nacque a Roma il 21 giugno 1850, precisamente in un camerino del Teatro Apollo e morì il 13 novembre 1928 a Milano.

Cecchetti dueAnche se il padre avrebbe desiderato un futuro diverso per lui, Cecchetti voleva danzare e fu così che viene tutt’ora considerato il ballerino più raffinato e virtuoso del suo tempo.

Interpretando la strega Carabosse e il ruolo dell’Uccellino Azzuro nella prima rappresentazione de La Bella Addormentata di Petipa nel 1890, dimostrò anche eccezionali qualità di mimo.

Dal 1907 al 1910 fu maestro privato di Anna Pavlova. Dal 1910 al 1918, fece parte della compagnia dei Ballets Russes di Sergei Diaghilev. Pare che nessuno dei ballerini che Diaghilev voleva nella sua compagnia avrebbe mai accettato di lasciare il maestro con il quale studiava: Enrico Cecchetti; così Diaghilev, assunse maestro e allievi.

In seguito, Cecchetti aprì una propria scuola a Londra frequentata dai più grandi ballerini del momento e qui Cyril W. Beaumont (noto storico e critico della danza), con l’aiuto di Stanislas Idzikowski, e la supervisione dello stesso Cecchetti, pubblicò, nel 1922, il manuale del metodo Cecchetti dal titolo A Manual of the Theory and Practice of Classical Theatrical Dancing e promosse la formazione della Cecchetti Society confluita in seguito nella Imperial Society of Teachers of Dancing (ISTD).

Nel 1925, il Maestro, fu chiamato da Arturo Toscanini a dirigere la scuola del Teatro alla Scala. Era la realizzazione di un sogno quella di tornare in Italia ad insegnare e Cecchetti, benché già vecchio e malato, accettò.

Il Metodo Cecchetti è considerato scientifico perché si basa sui principi tecnici ed estetici che sviluppano nel danzatore fluidità, ampiezza ed armonia di movimento, purezza di linea, forza, stabilità coordinazione e velocità. Tra i principi tecnici ricordiamo il suo “sistema dei giorni della settimana”, ovvero la ripartizione degli esercizi in microcicli settimanali cambiandone i passi e l’intensità dello sforzo di giorno in giorno, in maniera equilibrata e secondo una precisa logica, evitando così lesioni. I principi estetici riguardano il movimento e stabiliscono delle forme precise che il corpo deve assumere durante il suo tragitto nello spazio, il tutto seguendo rigorosamente regole di anatomia e di equilibrio delle linee.

Il metodo è sempre aggiornabile poiché si limita a insegnare al ballerino come sfruttare la cinetica a suo vantaggio e come adoperare il proprio corpo correttamente, libero da limiti tecnici. In questo modo il ballerino di talento sarà in grado di eseguire con intelligenza artistica il vocabolario classico e contemporaneo trasmettendo allo spettatore, ogni volta, le proprie emozioni.